Spese di spedizione gratuite per ordini superiori a 79,90 €

PARACETAMOLO in Gravidanza: le possibili conseguenze

PARACETAMOLO in Gravidanza: le possibili conseguenze

14/11/2019

Il paracetamolo è uno degli antidolorifici più amati dagli italiani, da sempre considerato un principio attivo economico, sicuro ed efficace e, perciò, adoperato largamente anche in gravidanza. 

Tuttavia studi recenti hanno evidenziato possibili effetti negativi correlati al suo utilizzo per periodi prolungati e durante la gravidanza. 

Infatti, secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol e pubblicato sulla rivista Paediatric and Perinatal Epidemiology, assumere paracetamolo durante la gravidanza potrebbe avere effetti negativi sul comportamento del bambino nei primi anni di vita.

I ricercatori hanno preso in esame i dati di circa 14mila donne incinte partecipanti all’Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC), uno studio a lungo termine iniziato nel 1991-1992 che monitora la salute dei ragazzi durante la crescita.

In particolare, circa il 43,9% delle madri coinvolte ha dichiarato di aver assunto paracetamolo più di una volta tra la 18esima e la 32esima settimana di gravidanza. 

A questi dati si sono poi aggiunti quelli relativi ai test scolastici dei loro figli, a quelli sull’andamento prescolare, temperamento ecc.

Incrociando tali dati, gli studiosi hanno evidenziato che i figli delle donne che hanno assunto paracetamolo mostravano maggiore iperattività e problemi di concentrazione e hanno concluso che il paracetamolo, se assunto dalla metà alla fine della gravidanza ha un effetto nocivo sui risultati neurocognitivi del bambino, soprattutto durante il periodo prescolastico. In particolare, i maschi sono risultati più suscettibili di possibili effetti comportamentali rispetto alle femmine.

Studi epidemiologici hanno associato la prolungata assunzione del paracetamolo anche ad un aumento del rischio di asma e criptorchidismo.

I ricercatori sottolineano che i risultati ottenuti vanno confermati da ulteriori analisi, per poter osservare eventuali effetti sui bambini più grandi e sugli adulti ed escludere con altri test che si tratti di semplice casualità, dato che allo stato attuale non è stata ancora dimostrata assoluta certezza il rapporto di causa-effetto tra assunzione di paracetamolo e disturbi comportamentali.

Perciò, anche se ad oggi le prove disponibili indicano che l’assunzione occasionali e di breve durata non sia associata ad un aumento dei rischi per il feto, il consiglio è quello di non assumere farmaci in gravidanza se non dietro consiglio medico e limitare la terapia al minimo indispensabile.

Se desideri chiarimenti o maggiori informazioni su questo argomento, contattaci! Lo staff della Farmacia Leone risponderà con piacere e competenza ad ogni tua domanda.


Aggiungi un commento